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venerdì 6 ottobre 2017

PREPTOBER DAY 6 ~ TEMI #1 Streghe e donne indipendenti

La prima settimana di ottobre è quasi volata, è già il 6, e finalmente fa di nuovo il fresco che deve fare in questo periodo (quanto amo l'autunno...). Non so gli altri, ma adesso che iniziano a cadere le foglie e si comincia a parlare di accendere il caminetto alla sera, a me è venuta una voglia di caldarroste che non vedo l'ora di veder comparire il baracchino in Viale Roma a Vicenza.
Anche se sono sempre incasinata occupata con il libro che avrei dovuto finire il 21 settembre, li mortacci mia la prima stesura di Hear my voice continuo a pensare al progetto per il NaNoWriMo e al NaNoWriMo stesso, il magico evento che per trentun giorni mi trascina in un vortice di follia e parole. La follia in realtà non è compresa nel pacchetto ma ce la metto io, perché posso passare mesi a organizzarmi e anche a giurare a me stessa che sarò diligente e scriverò 1667 parole ogni giorno ma poi non lo farò, e finirò a sclerare. Poi accadrà quello che accade ogni volta che giuro di andare a letto presto, mi giro e ops', sono le quattro di mattina, poffarbacco. Oops!... I did it again. Ci saranno dei giorni in cui riuscirò a produrre anche più di duemila parole e altri in cui non scriverò niente per "x" motivi tutti ovviamente validissimi - non sono tattiche dilatorie, eh, no no - ma l'importante sarà arrivare in qualche modo alla fine.

Ci sono tanti temi che spero di riuscire a toccare con questa storia, come quello delle streghe, che mi appassiona da sempre. Non è tanto la strega come essere soprannaturale ad attrarmi quanto la considerazione più ampia che si può dare a questa definizione... la strega come donna che osa sfidare la supremazia maschile, che osa essere indipendente e vivere scevra da vincoli matrimoniali e sociali. Magari una figura come la Krivapeta che è sì un personaggio mitico, ma che incarna appunto questa immagine di libertà e di indipendenza. 
Istintivamente sarei tentata di ridurre il concetto a un pensiero in fondo semplice, che tutto ciò che non si può in qualche modo definire e controllare fa paura e viene mal giudicato e perseguitato, ma più che semplice temo che alla fine risulterebbe semplicistico, e pur non avendo la pretesa di produrre chissà quale prosa (alla fine dovrebbe essere un divertimento tanto per me che la scrivo quanto per chi vorrà leggerla), mi piacerebbe che ci fosse spazio anche per qualche piccola riflessione.

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