venerdì 1 giugno 2018

THE END

Penso di essere arrivata sul serio alla fine di questo blog. 
Scrivere una quantità di parole sui come e i perché di questa scelta sarebbe inutile, e tralasciamo pure tutte le volte in cui ho scritto altri post simili - basta, questo blog non mi rappresenta più, me ne vado!, addio!, eccetera eccetera - salvo poi tornare sui miei passi. Se scrivessi che stavolta è la volta buona magari poi finirei per pentirmene... perciò, niente parole e un po' di fatti 

Ecco i fatti: mi sono trasferita QUI → ovviamente, essendo un blog nuovo non ci sono ancora contenuti, ma presto ce ne saranno. In linea con il titolo, mi auguro. 
Tutto il resto rimane dove ha senso di esistere: nel passato. Tra la fine di ottobre del 2010 e il primo giugno del 2018.

PS: la volontà è quella di smettere con un certo tipo di post... ma non è detto che non mi ricapiti di tornare qui per scriverne altri "nel vecchio stile lagna". Non si può mai dire, nella vita. 

giovedì 31 maggio 2018

MALCOLM

«Malcolm allora si sentì completamente solo, più solo di quando sedeva sulla panchina. Nella vuota solitudine di quella casa, dai soffitti alti come quelli di un castello, con la sensazione che gli davano i folti tappeti grigi sotto i piedi, con gli autoritratti di Eloisa, i disegni di negri con gli occhi pallidi e quelli di animali forse inesistenti che lo fissavano da tutte le pareti, Malcolm ripensava ai primi viaggi con il padre in paesi di cui non riusciva più a ricordare il nome. Ma questa volta alla solitudine si aggiungeva un senso di disperazione, e per di più non capiva nulla di ciò che accadeva intorno a lui. E allo stesso tempo aveva la sensazione che forse quello era un posto adatto a lui quanto un altro, con i musicisti di colore, i quadri, e un letto diverso ogni notte.»

James Purdy, Malcolm

martedì 29 maggio 2018

AL MASSIMO UN'AMARA CONSTATAZIONE

Oggi ho una domanda da farmi per la quale credo che non troverò mai una risposta: perché ho intitolato questo blog «Libri, musica, storie... e altre cose belle» SE NON SCRIVO PRATICAMENTE MAI DI LIBRI, DI MUSICA, DI STORIE... E ANCORA MENO DI COSE BELLE???!!!!!
Giuro che nella mia domanda tutta urlata in Caps Lock non c'è nessun sarcasmo, al massimo un'amara constatazione.
Il titolo è fuorviante più o meno come la sinossi del romanzo che sto leggendo in questi giorni (superata la metà, non ho ancora capito di che cacchio di storia sta parlando l'autore), così di primo acchito potrebbe indurre l'incauto internauta a credere che QUI SI SCRIVE DI COSE INTERESSANTI - macché, dai. D'altro canto mi rendo conto che intitolare un blog «FUFFA» sarebbe ancora meno attraente.
Ma il vero problema sta qui, nel voler essere attraente, appetibile per qualcuno. Come si può essere attraenti e appetibili lavando i calzini e le mutande sporche in pubblico? Ormai ho scritto davvero di tutto in questo blog, dall'andamento del ciclo mestruale ai malanni intestinali del gatto. La dignità ha cambiato indirizzo da un po' (prima di pubblicare questo post andrò a togliere la connessione Blog → Twitter → Profilo Autore Facebook - quello che non cago mai di pezza), e questo posto virtuale andrebbe raso al suolo, o quantomeno abbandonato a se stesso perché diventi figlio dell'oblio.


I primi caldi mi fanno decisamente male al cervello.

venerdì 18 maggio 2018

NORMALE is the new STRAORDINARIO

Disgustata e al tempo stesso terribilmente affascinata da "Invisibile" di Paul Auster (è stato il mio primo - e data la carica emotiva, probabilmente ultimo, Auster): una settimana per leggere quaranta pagine, e quattro ore per finire il resto di un romanzo che non ho trovato eccezionale, ma che non sono riuscita a valutare con meno di quattro stelle. Qualunque libro mi tenga sveglia a sfogliare pagine come una forsennata fino alle tre di mattina ha per forza dei meriti che non posso ignorare.
Alla fine di questo giro mi rimane la voglia di scrivere solo un appunto, che volevo fare a McGrath per "Trauma" ma che avrei potuto fargli anche per "Follia" e per le quaranta pagine de "La guardarobiera" che ho letto: ne ho ben le piene le balle di queste donne e di questi uomini alti e longilinei, di straordinaria bellezza, di straordinaria intelligenza, sublimi, forti (si intende che non tutti i personaggi sono descritti in questi termini, ma che dalle pagine emerge facilmente come "i belli" siano interessanti mentre "i brutti" o anche i "meno belli" non lo siano).
Voglio dire, che fine ha fatto la gente normale, la gente magari non canonicamente bella? Donne e uomini fuori forma o non particolarmente dotati o acculturati non possono avere storie da raccontare, amori da vivere? Non ci si può innamorare di qualcuno anche se non ha le fattezze di una divinità? Ditemi voi se non sono domande legittime. 
Al prossimo personaggio "straordinario" di cui leggo qualcosa, fregacazzi di chi è l'autore o l'autrice, giuro che lancio il libro fuori dalla finestra.

lunedì 30 aprile 2018

Camp NaNoWriMo DAY 30 ~ 27 LUGLIO 2018 #11

Concluso il Camp NaNoWriMo di aprile.
Sono un po' triste perché so che mi mancheranno le sfide quotidiane - e le gif da ridere, gli incoraggiamenti reciproci, le battute e tutto il resto, d'altro canto sono anche la cazzara che in preda alla commozione del momento scrive «oh, gente, ma restiamo in contatto nei prossimi mesi!» e dopo sparisce.
Questo mese mi sono divertita come una bambina, non ho mai avuto un solo calo di fotta in trenta giorni (gran parte del merito va a Laura e alla sua crawl) e prima di rendermi conto che, scaletta alla mano, a) il libro non sarà mai pronto per la vendita il 27 di luglio - al massimo lo sarà la prima stesura, b) verrà lungo come una quaresima, mi bullerò molto delle neo-prodotte 30.000 parole.


Da domani vorrei tentare una nuova sfida, in attesa del Camp di luglio: continuare a scrivere almeno 1.000 parole al giorno (per un totale di 31.000 a fine maggio) - 2.000 andrebbero meglio, ma temo che se poi non mantenessi l'impegno l'Inquisitrice Inside mi darebbe il tormento fino a farmi desistere del tutto. Partirò dal presupposto che 1.000 saranno il minimo, e che farò il possibile per dare di più. 

giovedì 19 aprile 2018

Camp NaNoWriMo DAY 19 ~ 27 LUGLIO 2018 #1

Tra undici giorni il Camp NaNoWriMo giungerà al termine e per il prossimo capitolo dovrò aspettare il mese di luglio - ammesso che io non mi sia sciolta prima e che sia nel pieno delle mie facoltà (d'estate si funziona a risparmio energetico, c'è niente da fare). Ho viaggiato tutta la settimana con questo pensiero sulle spalle, accomodato vicino alla carogna che mi bisbigliava «E intanto a maggio e giugno, col romanzo in corso cheffffai???!». La mia parte distruttiva già si fregava le mani per la gioia, e le tattiche dilatorie più subdole erano lì in fila per sei col resto di due pronte a colpirmi dalla mezzanotte e un minuto del primo maggio.
Ho pensato, STAVOLTA NO
Va bene tutto - i casini, gli imprevisti, tentennare, gli ormoni a culo, i dubbi, le brutte giornate di brutti ricordi - proprio TUTTO... ma non il cedere un'altra volta alla paura assurda di non saper sviluppare una trama e di non riuscire a mettere la parola fine ad un progetto, e solo perché si è dimostrato un po' più difficile del previsto. Va bene tutto, ma non più il perfezionismo. Ché insomma, raccontiamo storie, mica diamo degli esami. 
Allora mi sono ricordata di quella cosa bellissima che non ho mai approfondito, "Scrivere un romanzo in 100 giorni", e ho deciso di approfondirla proprio adesso, nel momento in cui tutte le mie certezze sono andate a farsi benedire insieme all'idea che mi ero fatta della trama del sopraccitato romanzo, e cioè che fosse solida abbastanza da consentirmi di improvvisare su un po' tutto. 
Non so cosa mi aspetta, se in effetti il percorso mi sarà utile, ma voglio provare a seguirlo lo stesso. A partire da oggi fino al 27 luglio del 2018 - un po' di ordine, un po' di metodo. Dove andrò a finire?

lunedì 16 aprile 2018

Camp NaNoWriMo DAY 16 ~ ATTESE, MIRACOLI E CAZZATE DEL LUNEDÌ

La vita che si sospende nell'attesa del corriere. 
Dovendo stare attenta al campanello non posso ascoltare musica, non posso passare l'aspirapolvere, non posso andare in bagno (argh!!!!)... ma il compenso per queste privazioni sarà più che soddisfacente - quattro libri (e un bussolotto formato famiglia di probiotici perché, come si dice, "Mens sana in panza sana" - semicit.).
Devo dire grazie a mia nonna - grazie, nonna - a cui non importa un cacchio della mia veneranda età e che per il compleanno mi allunga sempre la mancia con la mossa del pusher esperto, e si incazza pure se tento di dirle che le voglio bene anche se mi offre soltanto un caffè. Mi guarda con l'espressione indignata, da «Come osi rifiutare, nipote degenere!», mentre mi schiaffeggia affettuosamente la mano e mi raccomanda di usarli bene, il soldi, ad esempio per farci benzina "che costa tanto, lo so". E io la rassicuro, certo nonna che metto benzina, anche quando so che è l'ultimissimo dei miei pensieri.
Che volgare bugiarda. 
Tempo due giorni e si compie il miracolo: i soldi si trasformano in libri (ed eventualmente in integratori perché devo mantenermi in salute, altrimenti come posso leggere e scrivere tutti i libri che ho nella mia infinita lista?). Sicché anche quest'anno l'investimento è stato fatto: "Trauma" e "Port Mungo" di Patrick McGrath, "Nelle terre di nessuno" di Chris Offutt e per finire "Storia della follia nell'età classica" di Michel Foucault - un tomo di 819 pagine che non ho idea di quando mi metterò a leggere e che ho comprato con metà del cervello in modalità What The Fuck?!?! - lascia stare, Cervello, lo volevo e basta. Se l'istinto dice compra, si compra. È un imperativo indiscutibile.
Intanto però è il 16 di aprile e non ho ancora letto nemmeno un libro intero, complici la mia disorganizzazione cronica** e la mia indecisione del momento*** - come se non fossi sempre indecisa (l'unica certezza con cui attualmente convivo è che posso anche provare ad ascoltare altra musica oltre a quella dei Metallica ma alla fine voglio ascoltare solo i Metallica - facciamocene una ragione, suvvia).
**Il Camp NaNoWriMo mi sta assorbendo moltissimo, ma poiché tale assorbimento nel sublime atto della produzione artistica quotidiana è un elemento costante di ogni competizione (e ne è anche il senso profondo), perché, porco il governo ladro, non posso organizzarmi un po' una volta tanto, dico, anche solo per trenta giorni di fila (risposta: PERCHÉ SONO UNA CAZZARA)
E a parte questo, ***degli ultimi tre libri che ho iniziato nemmeno uno ha acceso in me quel desiderio di spicciarmi a finire quello che sto facendo per rimettermi al più presto a leggere (la pulsione irresistibile a continuare una lettura è seconda solo alla pulsione irresistibile a scrivere altre mille parole anche se sono le due di notte e gli occhi mi ciondolano fuori dalle orbite - e sono entrambe fonti di somma gioia), con la conseguenza che in quindici giorni ho letto un po' di questo e un po' di quello e non ho concluso niente.
Ma allora, la Atwood?
Ho trovato la Atwood noiosa - dopo quaranta pagine di "Tornare a galla" volevo tornare anch'io... in libreria, per restituire il libro. Allettata dalla ricca prosa e dai personaggi superlativi di "Grottesco" di McGrath (eletto mio "Amore Letterario dell'Anno") ero piena di aspettative per "La guardarobiera"... ma ahimè, sono state tutte disattese. Anche in questo caso son durata poco più di una quarantina di pagine, forse per un fastidio da traduzione piuttosto che per la storia in sé - comunque il libro lo finirò, prima o poi. È Patrick, non si molla così dopo quaranta pagine. Nel frattempo si è fatto lunedì: ho messo via anche "Il paradiso del diavolo" di J. G. Ballard dopo 15 pagine, spinta dalla sensazione nota come "Non è il momento giusto per leggerlo" ma ieri notte ho buttato giù al volo una ventina di pagine di Malamud ("Gli inquilini") decidendo subito che ok, questo mi piace quindi credo che lo finirò. Credo.
Così, con tutti questi capricci e tentennamenti, ho mandato a monte il mio piano di leggere costantemente almeno cinque libri al mese, per superare me stessa e vincere una challenge di lettura mai tentata prima (70 titoli). A riprova del fatto che in fondo sono una ribelle: se mi do una regola da seguire, poi faccio il possibile e anche l'impossibile per infrangerla.