mercoledì 18 ottobre 2017

PREPTOBER DAY 18 ~ #Libri, Fuffa e Wednesday #Mood


Davvero sono trascorsi dieci giorni dall'ultimo post???! E dire che volevo fare la ficona e scriverne uno per ogni giorno di ottobre - annotando tutto quanto c'era di utile e interessante per la preparazione al NaNoWriMo. Ma niente è andato come avevo previsto (e per fortuna... se potessi prevedere tutto vivere diventerebbe una noia spaziale), le ultime due settimane sono state un passare da una commissione all'altra cercando di non sbroccare con conseguente riduzione pressoché totale del tempo per leggere e per scrivere. Mi sono ritrovata nella situazione in cui ero tanti anni fa, quando lavoravo nove ore al giorno e leggevo durante ogni pausa possibile, anche minima. 
Tra nove giorni scadrà l'ultimo termine per caricare il file definitivo di Hear my voice su Amazon e non ho nemmeno finito la prima stesura, ma immagino che prima di quella data qualche santo si stancherà delle mie imprecazioni ascolterà le mie preghiere e farà scendere dal cielo dei cherubini con ghirlande di fiori e arpe dorate mi farà incontrare James Hetfield al supermercato mi sosterrà in questo momento difficile e farà accadere qualche miracolo (incontrare James Hetfield all'Aliper sarebbe un miracolo veramente interessante, si inculi il libro). 

Ma smettiamola con le cazzate, per favore tornando al PREPTOBER, pur avendo letto pochissimo rispetto al mio solito sono ugualmente molto soddisfatta di quanto ho potuto mettere insieme finora. Magari non completerò le letture in lista prima della fine di ottobre ma nessuno mi vieterà di farlo a novembre - la storia per il NaNoWriMo è comunque appena abbozzata, dubito che entrerò nel vivo prima di metà mese - e cioè quando avrò la quota giornaliera di parole da scrivere ma non delle scadenze ad alitarmi sul collo. 
Il saggio sulle superstizioni si sta rivelando meno interessante di quanto avevo immaginato, mentre quello sull'orco, che ho quasi finito, mi ha offerto molti spunti. Spero di trovare il modo di scriverci un post come si deve prima o poi. Sono anche a metà lettura di un ebook dedicato a una delle mie creepypasta preferite, ovvero Slenderman. Il libro, di Yuri Abietti, si intitola "Slenderman - Mito o realtà?: Una nuova mitologia sfuggita alla rete" (si può acquistare QUI) ed è molto accurato e decisamente ben scritto. Mi ha fornito materiale per sviluppare almeno quarantaquattro trame in fila per sei col resto di due. 

Halloween < < purtroppo > > si sta avvicinando, e veloce come arriverà passerà lasciandomi malinconica, abbacchiata e con un mucchio così di decorazioni da rimuovere dal giardino dato che a zucche, scope e cappelli da strega quest'anno si sono aggiunte le lapidi di polistirolo e le rose nere di stoffa. Mancano solo un paio di ceri rossi da cimitero e poi saremo pronti per la scomunica. 

domenica 8 ottobre 2017

PREPTOBER DAY 8 ~ Ebbrezza e sunday #Mood


Poco fa mi chiedevo se un pranzo luculliano e una bella bevuta di Vespaiolo si potessero considerare attività inerenti la preparazione al NaNoWriMo, e l'ovvia risposta è stata NONo, Vale,  cazzarola... mangiare e bere non c'entrano una leppa con il Preptober - e oltretutto non ci sarebbe ragione di scriverci un post ma due righe le scriverò ugualmente. 
È accaduta una cosa buffissima, in verità. Il ristorante in cui ho pranzato si trova a un tiro di schioppo da Caltrano, il paesello a cui mi sono ispirata per il NaNo-Progetto, e avevo tutta l'intenzione di convincere Marito a portarmi sul ponte prima di rientrare a casa, così, solo per dare una sbirciatina. A fine pasto però avevo cambiato idea, forse perché entrambi avevamo sbevazzato un po' e sentivamo l'urgenza di andare a svenire sul divano per un'oretta o due, ma giunto il momento di pagare toh, guarda un po', il Bancomat del ristorante non funziona per problemi di linea e noi non abbiamo abbastanza contanti per saldare il conto. A quel punto siamo dovuti per forza andare alla ricerca di uno sportello per prelevare, e diretti al più vicino centro dove ci fosse una banca alla fine siamo passati sul ponte per ben tre volte: andata, ritorno, di nuovo andata. 
Ero al settimo cielo (a dire il vero lo sono ancora). Non ci siamo fermati, in paese c'era una festa e a occhio e croce non avremmo trovato un parcheggio nemmeno a pagarlo, ma il solo fatto di essere stata lì per un secondo mi ha ricaricata emotivamente. Era da tanto, troppo tempo che non passavo sul Ponte dei Granatieri
Ho deciso che quando la natura sarà un po' meno rigogliosa (c'è ancora molto verde) e l'autunno avrà preso più piede, mi ritaglierò un pomeriggio per stare in paese da sola, armata di macchina fotografica, carta e penna. Scatterò decine di foto, senderò fino al fiume, poi risalirò il ponte e andrò al bar del paese a prendere un caffè e scrivere, a farmi dare della matta magari. Mettendomi in situazioni simili, girando con la macchina fotografica appesa al collo, ho incontrato spesso persone gentili disposte a rispondere alle mie domande. Sarebbe strepitoso se mi succedesse anche a Caltrano, se ci fosse il proverbiale anziano seduto al tavolino del bar desideroso di raccontarmi qualche vecchia storia sul paese, magari qualche leggenda un po' oscura. 

sabato 7 ottobre 2017

PREPTOBER DAY 7 ~ TEMI #2 Bambini interiori


A volte capitano le serate in cui mi siedo davanti al pc o a un foglio bianco e niente, non mi viene in mente niente di interessante da dire o proprio non riesco a rientrare nel mondo della storia che sto scrivendo. Mi immagino l'Omino del Cervello con le braccia conserte e la faccia incazzata che appena accenno a dirgli «Ma non potremmo scrivere tipo solo due righ...» lui subito sbotta con «No, no E POI NO!». Ma vaffanculo, Omino del Cervello (è l'unico che riesce a tener testa alla mia Inquisitrice Inside perché nemmeno lei ha speranze di condurlo alla ragione).
Ecco, stasera è una di queste serate dell'Omino in sciopero. Vorrei raccontarmi quella bella favola che in fondo aspettarmi di essere sempre motivata è irrealistico ma sarebbe come se mi nascondessi dietro il proverbiale dito - o con solo il muso dietro la tenda come fa la mia gatta Trippetta, che poi si comporta come se fosse invisibile. La verità è che con Hear my voice sono bloccata perché mi trovo a metà strada, non vedo più né l'inizio né la fine della storia e ho paura di quello che sto facendo. Fine. Anche questo mi piace, dell'atto creativo. Tentennare e avere dubbi mi spinge sempre a riconsiderare il mio punto di vista e a non essere troppo rigida, che da qualche anno a questa parte è diventata un po' una mia caratteristica (la cervicale lo sa meglio di me quando sono tinca), quindi è probabile che approfitterò della "Crisi di Mezza Storia" per trovare un'alternativa per renderla di nuovo accattivante (oppure scriverò un po' di sane frasi semplici, ché di tempo per arzigogolare ne avrò certamente in futuro).

NaNo PREP:
posso affermare tranquillamente che oggi non ho fatto niente di pratico per portare avanti la preparazione del progetto per il NaNoWriMo, ma dove sta scritto che devo per forza fare qualcosa di pratico? Ci sono giorni in cui per mancanza di tempo materiale sono costretta a lavorare solo di testa, ma li considero a tutti gli effetti dei giorni "di lavoro" - o dei momenti di "meditazione creativa", per così dire, se mi aiutano a fare il punto della situazione o fanno emergere nuove informazioni.
L'ambientazione della storia ormai è definita, non c'è molto da aggiungere, ma i personaggi - che anche stavolta sono parecchi - hanno sempre qualche nuovo dettaglio da raccontarmi. Oggi ripensavo alla protagonista, a come si trova forzata a fronteggiare un passato che non si era resa conto fosse tanto oscuro, incalzata da ricordi dell'infanzia che non sa bene come collocare e definire. 
Proprio perché è il momento in cui si gettano le basi per la vita futura l'infanzia dovrebbe essere il più serena possibile, ma sappiamo che non è così per tutti. Io ho avuto i miei piccoli, grandi traumi e tutto sommato me la sono cavata a buon mercato, ma la protagonista avrà il suo bel da fare. Nella primissima fase di progettazione, quando lei stessa mi stava raccontando alcuni dettagli della sua storia, in più di un'occasione ho provato una grandissima pena... mi sono rivista com'ero da piccola, spesso sola, ancora più spesso spaventata da cose che non capivo e da realtà troppo grandi per me, un po' com'è successo a lei, ma è stato ripercorrendo i ricordi, anche quelli più dolorosi, che mi sono resa conto di quanto sono meravigliosi i bambini inclusi quelli che noi adulti siamo stati, e che conserviamo ancora da qualche parte dentro di noi. I bambini possono vivere momenti drammatici senza tuttavia perdere la speranza, o la voglia di sorridere e di sognare, e oserei quasi dire che spesso è proprio grazie al loro contributo che noi - responsabili e razionali adulti - possiamo trovare la forza di venire a capo delle situazioni più difficili. 
Ma sarà così anche per la protagonista? Oppure la sua bambina interiore - forse non del tutto sua e non del tutto interiore - avrà qualche altra sorpresa in serbo? **inserire risata malefica qui**

venerdì 6 ottobre 2017

PREPTOBER DAY 6 ~ TEMI #1 Streghe e donne indipendenti

La prima settimana di ottobre è quasi volata, è già il 6, e finalmente fa di nuovo il fresco che deve fare in questo periodo (quanto amo l'autunno...). Non so gli altri, ma adesso che iniziano a cadere le foglie e si comincia a parlare di accendere il caminetto alla sera, a me è venuta una voglia di caldarroste che non vedo l'ora di veder comparire il baracchino in Viale Roma a Vicenza.
Anche se sono sempre incasinata occupata con il libro che avrei dovuto finire il 21 settembre, li mortacci mia la prima stesura di Hear my voice continuo a pensare al progetto per il NaNoWriMo e al NaNoWriMo stesso, il magico evento che per trentun giorni mi trascina in un vortice di follia e parole. La follia in realtà non è compresa nel pacchetto ma ce la metto io, perché posso passare mesi a organizzarmi e anche a giurare a me stessa che sarò diligente e scriverò 1667 parole ogni giorno ma poi non lo farò, e finirò a sclerare. Poi accadrà quello che accade ogni volta che giuro di andare a letto presto, mi giro e ops', sono le quattro di mattina, poffarbacco. Oops!... I did it again. Ci saranno dei giorni in cui riuscirò a produrre anche più di duemila parole e altri in cui non scriverò niente per "x" motivi tutti ovviamente validissimi - non sono tattiche dilatorie, eh, no no - ma l'importante sarà arrivare in qualche modo alla fine.

Ci sono tanti temi che spero di riuscire a toccare con questa storia, come quello delle streghe, che mi appassiona da sempre. Non è tanto la strega come essere soprannaturale ad attrarmi quanto la considerazione più ampia che si può dare a questa definizione... la strega come donna che osa sfidare la supremazia maschile, che osa essere indipendente e vivere scevra da vincoli matrimoniali e sociali. Magari una figura come la Krivapeta che è sì un personaggio mitico, ma che incarna appunto questa immagine di libertà e di indipendenza. 
Istintivamente sarei tentata di ridurre il concetto a un pensiero in fondo semplice, che tutto ciò che non si può in qualche modo definire e controllare fa paura e viene mal giudicato e perseguitato, ma più che semplice temo che alla fine risulterebbe semplicistico, e pur non avendo la pretesa di produrre chissà quale prosa (alla fine dovrebbe essere un divertimento tanto per me che la scrivo quanto per chi vorrà leggerla), mi piacerebbe che ci fosse spazio anche per qualche piccola riflessione.

giovedì 5 ottobre 2017

PREPTOBER DAY 5 ~ Pozioni magiche


Qualità arabica e robusta nelle giuste proporzioni, zucchero di canna, due gocce di bevanda di riso: ecco la ricetta dell'intruglio magico che mi permette di tradurre pensieri e immagini in parole, e anche di non mangiare la testa ai miei simili specie se mi parlano la mattina (ma anche a pranzo, nel pomeriggio, la sera...): sia lode al CAFFÈ.
Oggi, giacché sono alle prese con un po' di rinite, i postumi dell'antistaminico e gli strascichi dei postumi della palestra di martedì me ne servirebbero un litro o due per mettere insieme i pensieri, ma cercherò di non dimenticare che se esagero e poi collasso o mi viene un colpo prima dell'inizio del NaNoWriMo è inutile che io stia qui a fare NaNo Prep.

NaNo PREP di oggi:
indovinate un po' chi è indietro con qualsiasi lavoro e ricerca? Ecco, appunto. Forse se smetto di scrivere scemenze e mi do da fare sui libri è meglio. 

mercoledì 4 ottobre 2017

PREPTOBER DAY 4 ~ LIBRI

È il quarto giorno di ottobre, il quarto giorno di NaNo Prep e io anziché fare effettivamente preparazione al NaNoWriMo ho dato una rinfrescata al blog e ho cambiato il titolo. 

OFF TOPIC:
sulle prime, il cambiamento dopo sette lunghi anni mi ha fatto un effetto strano, ma credo che il nuovo titolo si adegui meglio all'andamento degli ultimi post e dei miei recenti umori. Ci ho messo l'ansia, è vero, ma solo per prendermi un po' in giro. Con l'ansia ormai ci ho fatto la pace, è diventata una compagna di viaggio e di vita e capisco che quando mi picchia duro lo fa per una ragione che di solito è aiutarmi... a sfruttare energie che non sto usando, a liberarmi di vincoli a cui mi sono abituata e che non mi fanno bene. 
Mi piace pensare che una cosa così piccola e forse apparentemente sciocca come cambiare titolo di un blog sia un nuovo inizio, e insieme anche un passo avanti che ho fatto. Anziché cancellare il blog o i vecchi post, e simbolicamente rinnegare il passato, l'ho in qualche modo integrato. Che altro dire... questo 2017 si sta davvero rivelando un anno di svolte interessanti.

NaNo PREP:
stasera sono in ritardo sulla tabella di marcia per un motivo stupidissimo - ho ripreso con gli allenamenti in palestra, per il momento ci vado solo un paio d'ore la settimana, e ho sopravvalutato la mia capacità di recupero. Ieri sera ho fatto una cinquantina di minuti di calci-squat-saltelli-piegamenti e già stamattina ero un rottame di merda - sono stanchissima ma devo, DEVO assolutamente scrivere almeno due capitoli di Hear my voice. Ma dato che pur avendo buttato giù un caffè meno di mezz'ora fa sento gli occhi che si chiudono immagino che non riuscirò a stare alzata fino ad orari antelucani, e chiusa la sessione di scrittura mi ritaglierò almeno un'ora per leggere. 
La lista di libri per il NaNoWriMo di quest'anno è piuttosto lunga, e come ho già scritto, questa settimana sono alle prese con le superstizioni di Massimo Centini e le indagini sull'orco di Tommaso Braccini. ADORO I SAGGI, in generale li amo quasi più della narrativa, ma soprattutto adoro i saggi che trattano di argomenti scomodi o inquietanti. Ho grandi aspettative in particolare per il saggio sull'orco di Braccini, qualche capitolo della "Storia e interpretazione delle superstizioni" l'ho già letto anni fa e ne ho conservato un buon ricordo.
Sulla narrativa, invece, sono stata indecisa per settimane. Sento la necessità di leggere costantemente narrativa perché senza mi si rinsecchisce lo stile, mi rendo conto che spesso mi ripeto e devo ricorrere al dizionario per trovare sinonimi di parole, verbi e aggettivi, ma tra tutti i libri che ho sembrava che non ce ne fosse uno in grado di risvegliare il mio interesse abbastanza da andare oltre le dieci pagine. Credo di aver iniziato quattro o cinque romanzi senza sapermi decidere. 
Poi, la settimana scorsa ho fatto una cazzata: pur conoscendo l'autrice e il suo stile ripugnante ho deciso di comprare il suo ultimo romanzo breve perché mi attirava l'argomento su cui era basata la trama (e non c'erano maschioni palestrati e tartarugati in copertina). È stata una lettura terribile, avvilente, che mi ha fatto stare male. Un libro così brutto che a dirgli brutto gli faccio un complimento (personaggi non caratterizzati, nessun approfondimento psicologico, nemmeno una cazzo di descrizione di un ambiente giusto per far entrare il lettore nella scena, per non parlare degli orrori grammaticali), un'esperienza che ho sentito la necessità di dimenticare leggendo qualche autore che amo profondamente. Così, ieri sera ho finalmente deciso di optare per dei racconti di Francis Scott Fitzgerald (è una raccolta recentemente pubblicata dalla Feltrinelli) e mi sono sentita subito meglio. Ci sarebbero anche le "Storie di fantasmi" di Edith Wharton che mi fanno l'occhiolino dallo scaffale della libreria ma se riesco a resistere alla tentazione vorrei conservarle per l'inverno, perché la prospettiva di trascorrere qualche crepuscolo dicembrino a bere tè caldo e a leggere di fantasmi davanti al caminetto mi riempie di una gioia indescrivibile.

martedì 3 ottobre 2017

PREPTOBER DAY 3 ~ Mood


Oggi è stato un freddo e grigio martedì di ottobre, credo che ora stia anche piovigginando, e armata di entusiasmo e tazza di tè da litro mi appresto a iniziare la sessione serale di scrittura. A me 'sto tempo ispira un sacco.
Per il momento sto ancora lavorando a Hear my voice, "la-storia-che-doveva-essere-una-veloce-song-fiction-e-invece-a-momenti-mi-diventa-un-romanzo" con cui ho già ampiamente scassato nei giorni scorsi perciò su questo punto non mi dilungo (sarà un romanzo breve, alla fine, perché il conteggio finale delle parole supera di gran lunga quello previsto per la novella. E comunque non l'avrei mai pubblicata a questo titolo, la novella mi sa di amore, di qualcosa di leggiadro e delicato e io quando mai sono leggiadra e delicata?), ma con la mente e con il cuore sono già proiettata al futuro romanzo, persa in inquietanti scenari silvestri e in sinistre realtà paesane.
Fatta eccezione per la prima versione in cui la nota autobiografica era voluta, avevo deciso di togliere dalle successive ogni particolare riferimento a cose che mi erano successe nel passato più o meno recente ma ho fallito, e così le note autobiografiche si sono sostanzialmente imposte. Del resto quello che insegnano molti manuali di scrittura è proprio di fare tesoro di ciò che viviamo in prima persona o da spettatori per arricchire la nostra narrativa.
Il piccolo paese sarà senz'altro un elemento fondamentale di questa storia, non in quanto piccolo paese ma per ciò che rappresenta ai miei occhi: la chiusura mentale, la grettezza e a volte persino la crudeltà della gente che non sa farsi i cazzi suoi e mette in giro voci, falsità. Non mi ergerei mai a giudice, è capitato anche a me di parlare di qualcuno che in quel momento non era presente, tuttavia posso dire di aver quasi sempre subito i pettegolezzi piuttosto che averli fatti e immagino che questo troverà la via per emergere dalle righe. Spero alla fine di ricavarne una riflessione per me stessa, e magari un insegnamento... della serie "come mi sentirei, io, se qualcuno dicesse certe cose alle mie spalle?" (ci sono persone che ne dicono di tutti i colori alle mie spalle, che non lo so?, ma facciamo finta di niente, sssssttt, va tutto bene).