venerdì 8 maggio 2015

RIESUMAZIONI

Non so perché sono andata a riesumare una storia vecchia come il cucco (peraltro foriera di ricordi che... lasciamo perdere) per martoriarla, proseguirla e chissà, forse finirla... che poi vorrei sapere, se mi è concesso chiederlo, da dove cacchio viene questo bisogno di avere sempre delle spiegazioni per tutto?
Le cose a volte accadono, fine.
Per forza poi ho problemi di accettazione...
Comunque, dicevo, ho riesumato quella storia e la sto ritoccando per riprenderla e finirla a tempo perso, cioè tanto per esercitarmi a scrivere qualcosa tutti i giorni (giacché non lo faccio, e dire che sono una scrittrice quando non scrivo è un po' millantare), cioè senza particolari aspettative, insomma, cazzomene, viene come viene ed è una cosa a mio uso e consumo. Niente condivisioni né pressioni.

Poco fa ho finito di leggere "La campana di vetro" di Sylvia Plath e adesso mi sento malissimo, come svuotata, come se avessi perso un'amica. Io non ho i suoi trascorsi psichiatrici (per fortuna, direi), ma gli esaurimenti e i momenti in cui ho meditato seriamente sul suicidio non mi sono mancati, ed era quindi impossibile che le sue righe non mi toccassero profondamente, in qualche modo. Lo sapevo ancora prima di cominciare a leggere, ma saperlo non mi è stato di alcun aiuto. Sigh.
Ah, c'è poi la questione non secondaria del suo stile che mi fa pensare, nell'ordine, che è ingiusto che sia morta prima di poter donare al mondo altri romanzi e che porca quella puttana, io non ho un quarto del suo talento (è vero anche che finché non mi esercito come si deve a scrivere non potrò neanche migliorare - vedere paragrafo precedente - ma è indubbiamente più comodo scaricare la colpa su una genetica mancanza di talento).
Comunque, con questo chiudo la parentesi FEELS per un po' e stasera comincio "Le montagne della follia" di Lovecraft prima di buttarmi a capofitto su tutti i suoi racconti, un tomo che conta più di 1500 pagine e che penso mi porterà via l'intera estate. Libro ricco, mi ci ficco!

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